Inaugurazione del Castello di Oramala
Nell’incantevole cornice del Castello di Oramala, alla presenza dei “Cavalieri” e di numerosi invitati, si è celebrata finalmente l’inaugurazione di Pegaso la Confraternita che si prefigge come scopo la tutela nella produzione genuina del salame Varzi. 
Il castello è situato sulla collina che da un lato domina la Val di Nizza e dall’altro si affaccia su Varzi, dalla sua torre, volgendo lo sguardo a Nord si vede la grande Milano distesa nella pianura Padana. Qui il tempo sembra essersi fermato, tutto sembra inalterato solo i costumi dei partecipanti all’inaugurazione tradiscono i nostri tempi. In questa cornice si è celebrato Pegaso, una delle stelle più lucenti del nostro firmamento ed il nome di quel Re che abbiamo eletto come massimo esponente gastronomico della nostra tavola…il maiale.
Subito, già nella sala del ricevimento ci si avvicina a lui, il Re, su un tavolo spiccano i piatti con quella delizia culinaria che risponde al nome di Salame di Varzi. Rimani tramortito dal suo gusto e vorresti fermarti solo lì ma la serata e’ lunga, ci saranno ancora occasioni di deliziarsi e rimanere affascinati da ciò che può offrire il nostro Re ai convenuti. Ma non c’e’ tempo per i rimpianti, si comincia la celebrazione di Pegaso che la festa abbia inizio. Il menù è degno di un principe, testina di maiale in cassetta con peperoni e fagioli, rifreddo di maiale e salsiccia, crocchette di riso con salamelle, cannelloni di maiale e fave, maialino da latte ripieno di miele e spezie tutti conditi dai vini pregiati dell’Oltrepò Pavese, un Riesling e una Bonarda, giovani e frizzanti, gioia del palato.
Non mancano gli elogi allo Chef del Ristorante Selvatico che, con tanta passione ha preparato tali prelibatezze. L’enologo Mario Maffi, ci spiega gli accostamenti vino cibo della serata, la scelta ardita di un Riesling accoppiato alla carne di maiale, l’accostamento pressoché perfetto della Bonarda con il primo e le pietanze, la tradizione secolare che impone certe scelte.
E’ la volta poi della dottoressa Graziella Zelaschi, dirigente scolastico che ci illustra come a volte la mancanza di cultura gastronomica, male della nostra epoca, porti i nostri giovani a mangiare disordinatamente e male. Forse, ci dice, sarebbe il caso di riscoprire anche nelle scuole quello che fa parte delle nostre tradizioni…un bel panino col salame, Varzi ovviamente, vale infinitamente di più di tutto ciò che viene propinato quotidianamente ai nostri giovani dalla cultura del fast food a tutti i costi.
L’ingegnere e scrittrice Annalisa Alberici ci illustra ciò che sono state le specialità della serata, la preparazione, gli ingredienti, gli accostamenti di sapori, con tanta passione e accuratezza che ci viene quasi voglia di ricominciare da capo. Ci parla poi del Re della serata, colui che ha aleggiato per tutta la cena sui convenuti…il Salame di Varzi.
Non si può non rimanere affascinati dal gusto di questo prodotto della nostra terra, dalla genuinità, e come sia importante la salvaguardia della tradizione che e’ lo scopo primario della confraternita.
Arriva finalmente il dolce a concludere in bellezza una cena che avrebbe fatto invidia a Lucullo: una spuma al moscato “disegnato” come i piatti della nouvelle cousine francese...spettacolare.
Che dire di più? Non e’ possibile spiegare a parole ciò che solo il palato è in grado di interpretare, quello che rimane nelle menti di tutti è il fascino incantevole del posto, la sapienza raffinata dello chef, l’atmosfera di genuinità e la riscoperta di tradizioni che il nostro mondo frenetico si ostina a rinnegare.
Non può il pensiero non andare a colui che con tanto amore dona tutto di sé ai suoi sudditi, Re Pegaso.

