Il Giornale di Voghera, 21.06.2001
Pegaso per il Salame Varzi
Era una notte buia e quasi tempestosa. Letteralmente. Il cielo minaccioso ed invernale era quello serale di domenica scorsa; il luogo, come nelle favole era "un castello", quello di Oramala che domina su un picco scosceso la Val di Nizza; i personaggi erano gli invitati a una curiosa ed epicurea festa nelle stanze medievaleggianti del maniero; il festeggiamento aveva un nome mitico per antonomasia, un nome che da solo basterebbe a fare 1a favola: Pegaso.
Ma sta di fatto che non tutti i Pegaso sono cavalli in grado di volare, e non tutti gli invitati in un castello sono dame giullari, cavalieri, e non tutti i castelli sono abitati da re e regine: mancano dunque gli ingredienti per la favola?
Ma effettivamente non e' una favola. Perché, sapete, può tranquillamente accadere che Pegaso sia il nome di un maiale e che questo maiale, rosa e con le ali, sia stato chiamato a rappresentare la neonata Confraternita del salame di Varzi; come può anche darsi che gli invitati al castello siano amici con i quali la Confraternita ha il piacere di festeggiare il suo battesimo, che ci siano le cuoche del ristorante Selvatico a presentare le carni di un Pegaso sotto forma di leccornie varie e che ci sia l'enologo Maffi a decantarne vini e cibi.
Allora si svela il mistero e si viene a sapere che il salame di Varzi e' ora ufficialmente celebrato da una confraternita, presieduta da Giorgio Perdoni, con tanto di organigramma e statuto "allo scopo di organizzare azioni promozionali, pubblicitarie e divulgative per il salame denominato Varzi e prodotto nelle zone d'origine e di promuovere la cultura specifica anche con appositi corsi di orientamento e formazione".
Questo perché nel villaggio globale, si sente per fortuna la necessità di legarsi in modo consapevole e costruttivo al proprio territorio e di celebrarne le ricchezze e i prodotti.
Bella storia. Bisognerebbe raccontarla al popolo di Seattle.
Manuela Bonadeo

