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Il Giorno, 19.06.2001

Fratelli, ma Solo nel Nome del Salame

PONTE NIZZA. In pavese si chiama "nimal", in modo comune maiale, attorno a lui (il "porcello" come si dice in tutta Italia) ci si affanna da secoli, con diversi pareri e opinioni, ma con un a convinzione diffusa: la gastronomia, povera o sofisticata che sia, non può farne a meno.

Debutto in grande stile. Con un manifesto programmatico che non piacerebbe agli animalisti "puri" (ma forse solo a loro), l'altra sera nella cornice del castello di Oramala, a Ponte Nizza, nel cuore della Val Staffora, ha debuttato la nuova confraternita gastronomica del salame Varzi. Autentica leccornia, inserita nell'elenco delle DOP (Denominazione di Origine Protetta) riconosciute e certificate a livello europeo, il salame di Varzi e' stata un'occasione per una sontuosa cena rigidamente a base di maiale e soprattutto per ringraziare, gastronomicamente parlando, proprio il "porcello" attribuendogli un nome nuovo: Pegaso.

Perché proprio Pegaso? In inglese il maiale e' Pig, da noi Pegaso vuol dire anche una stella (la più grande dell'emisfero Nord boreale). ma sostanzialmente con questo appellativo la Confraternita vuol dimostrare che non si può farne a meno del maiale: soprattutto se c'e' di mezzo il salame Varzi. L'umorismo non manca, le credenziali gastronomiche ci sono tutte, ma la confraternita del salame di Varzi ha deciso di fare le cose con rigore scientifico.

L'organizzazione. Il consiglio direttivo e' guidato da Giorgio Perdoni, vice presidente e' Michele Torti, direttore Piero Lucchetti e consiglieri sono Pietro Zanetti, Ambrogio Davia, Alessandro Ancillotti e Rodolfo Stella.   Ma c'e' anche un comitato scientifico di cui fanno parte lo stesso Perdoni, Maurizio Marone, Erminio Nobili, Luigi Zelaschi e Domenico Fronti. Notai, senatori, medici, docenti universitari costituiscono la schiera dei soci ad honorem.

Con un preciso appunto: il maiale comunque "condannato" a fornire materia prima essenziale per il salame di Varzi, come pregiata gastronomia, e' stato già ampiamente assolto al "processo" di medici esperti. E dall'altro ieri, esaltato in Valle Staffora.

Ettore Brandolini

 

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